Monday, February 20, 2012

LEZIONI DI FINALE: BURBERRY

La fine di una sfilata è un momento di grande caos, di fretta di uscire, trovare il proprio autista nel marasma generale, o di tentare la fortuna e chiamare un taxi per fuggire verso la sfilata seguente, probabilmente già iniziata dall'altra parte della città.

Un finale d'impatto è d'obbligo, e da Burberry l'hanno capito: il loro gran finale ha lasciato inchiodati alla sedia anche i redattori più frettolosi, e probabilmente strappato un sorriso anche alla Anna Wintour più integerrima.

Allestita a Kensington Gardens, una delle locations più suggestive ma anche più da incubo della FW locale (qualsiasi luogo di Londra con un codice postale che indichi il sud-ovest è da evitare come la peste), la sfilata si è svolta nel nè carne nè pesce più totale (se escludiamo un paio di capi spalla che però non giustificano di certo venti minuti di supplizio e quasi sessanta uscite), come si addice a un marchio storico, specie se Inglese.

Ma è alla fine, quando ormai tutti scalpitavano per lasciare il loro posto, che il vero spettacolo ha avuto inizio: una tempesta improvvisa, una colonna sonora di tuoni e uno scroscio di pioggia ha iniziato a battere sulla plastica del tendone - una di quelle rare occasioni in cui è servita una pioggia artificiale.

Con la furia dei (finti) elementi che si scatenava fuori, e una delicata pioggia scintillante dentro, da Burberry hanno dato il miglior esempio di finale per cui vale la pena fermarsi:














[immagini catturate da qui]

Sunday, February 19, 2012

AVVISTAMENTI ALLE RECENTI SFILATE

Ormai, l'unica ragione che mi porta a seguire le sfilate è la ricerca spasmodica di apparizioni animali in passerella (meglio se in carne e ossa, ma mi accontento di interpretazioni bidimensionali).

Sono anche diventata abbastanza brava a scovarli, ormai so dove cercare (va' dove ti porta l'ossessione).





Da Proenza Schouler, Lazaro Hernandez e Jack McCollough guardano all'oriente per le tecniche riprodotte su parte della loro collezione, affidandosi all'iconografia magica degli uccelli del paradiso.



Kinder Aggugini include ricami e stampe di cavalli e cowboy (a quanto pare riprodotte fedelmente da una carta da parati anni '80) sulle squisite sete dei suoi abiti.



Da Tibi, stormi di cigni selvatici adornano capi dalle linee essenziali.



Una simpatica volpe realizzata con un collage di colori improbabili appare su camicie e maglioni disegnati da Christopher Bailey per Burberry Prorsum.



Donna Karan con la sua linea DKNY, presentata su uno sfondo metropolitano che riproduce la città che da il nome ai suoi brand, vuole forse alludere alla giungla urbana con questi leopardi di ispirazione anni '80.



A Donna Karan fa eco Joseph Altuzarra, che con la stessa tecnica propone zebre che fanno capolino su maglie di dimensioni ridotte.



Non so se la mia preferita sia la scimmia onnipresente su camicie, borse di tela e T-shirts di Andrea Pompilio...




...o la balena e il dinosauro che ricordano i vestiti dell'infanzia, reinterpretati da Raf Simons per Jil Sander.




Una ricerca spasmodica e un occhio molto attento hanno anche scovato questi tesori: creati dagli artisti olandesi Gijs Frieling e Job Wouters per la collezione di Dries Van Noten, dei cigni elegegantissimi e un gufo un po' arrabbiato.



E ultimi, ma non meno importanti, cagnolini e paperelle rubati a un immaginario infentile, ricamati a contrasto sulle giacche di Thom Browne. Un motivo simile aveva già attirato la mia attenzione in tempi non sospetti, quando il mio occhio non era altrettanto allenato e non avevo notato il tricolore simbolo dello stilista su questa giacca.

Saturday, February 11, 2012

DIVERTISSEMENT



Etro, autunno/inverno 2012.

Tuesday, November 29, 2011

QUANTA POCA FIDUCIA NELLA MODA



Questo l'oggetto di una mail mandata a un amico blogger stamane, con di seguito un link a una gallery atroce dedicata ai look di varie ed eventuali personalità della moda premiate ieri sera con i prestigiosissimi BFA.

Una gallery (qui sopra, due esempi a me cari) che come dice il mio amico, sembra una rimanenza di magazzino di fine anni novanta / inizio anni duemila (che, va detto, da quel periodo sono anche uscite cosucce carucce, ma questo in un'altra puntata) e che rinnova la mia attuale poca fiducia e pochissimo entusiasmo nei confronti della moda.

Ma oggi mi sono svegliata, e il mio ben poco modaiolo cellulare di due generazioni fa mi ha comunicato con svariati punti esclamativi che proprio oggi, ben cinque anni fa, nasceva Pillole di Moda da una costola annoiata del mio corso di giornalismo. E proprio in questi giorni, di PDM (ovvero, di scrivere cavolate senza capo nè coda e di rendere pubblici senza criterio i miei desideri e le mie ossessioni) sto avendo molta nostalgia.

E allora mi sono decisa a mettere da parte lo scetticismo e a dare a questo blog un'altra possibilità (e spero che anche chi legge gliela la darà).

Ora bando ai patetismi di cui questo post è pieno, si ricomincia.

Wednesday, June 29, 2011

UN DELFINO CHE DICE "MONSIEUR"

Non so cosa ci sia di tanto affasciante in un delfino che dice "Monsieur", so solo che da quando ho visto questa felpa (sulla passerella di Viktor&Rolf per qualche lontanissima stagione del 2012), me ne sono innamorata e non ho pensato ad altro.



Ne comprerei due, una per me, e una per il mio ragazzo, da indossare rigorosamente in abbinato.

Monday, June 20, 2011

TRASPARENZE ESTIVE

Se non vivessi nell'equivalente europeo della Siberia, vorrei un'estate così:





Posso tranquillamente continuare a sognare.

Sunday, June 19, 2011

DESIDERIO DEL GIORNO

Odio American Apparel, amo questi lacci, visti in azione qualche giorno fa sul mio blog preferito:



Non è certo la novità del secolo, ma questo semplice diversivo per aggiornare un vecchio paio di scarpe un po' noioso mi pice un sacco (e la scelta di colori è da perderci la testa!).

Thursday, June 16, 2011

OSSESSIONI RICORRENTI

L'altro giorno, mentre riordinavo il mio incredibilmente disordinato desktop, ho trovato tre immagini che avevo salvato da chissà dove, per uno strano caso di nomi simili, finite una accanto all'altra in mezzo a un caos di foto, documenti e file vari salvati completamente a caso:





Pare che ogni anno, con l'arrivo della bella stagione (o, com'è il caso da queste parti, con la nostalgia della bella stagione), mi prende l'ossessione del capello colorato in maniera improbabile, che quest'anno è stata casualmente abbinata all'ossessione per le trecce (e sarà che io non sono capace di fare una semplice ricerca google, ma qualcuno sa il nome delle trecce qui sopra? Mi sembrano la cosa più difficile e splendida da realizzare). Passo giornate intere a spulciare siti come questo e questo (occhio: part una musichetta insopportabile appena si apre), alla ricerca di ispirazione ma anche, e soprattutto, di coraggio.

Tuesday, May 24, 2011

NOMADISMI D'ALTRI TEMPI

Passo la mia vita tra pendolarimso urbano (quello professionale) e pendolarismo internazionale (quello sentimentale), sempre di corsa, sempre stressata da questi spostamenti irrinunciabili. A volte, mi piacerebbe prendermela con calma: niente voli low cost last-minute, niente corse all'aereoporto e multe salate per qualche chilo in più (solitamente, formaggio latteria venendo su, mince pies tornando giù), niente panico ogni qualvolta eruttano vulcani in prossimità delle partenze.

Mi piace l'idea del fagotto, che riporta a viaggi d'altri tempi, a spostamenti lenti, a piedi, con l'essenziale a portata di mano e tutto il resto lasciato al caso. Faggotteen è dedicato proprio a questo, realizzato partendo da un'idea quasi banale nella sua semplicità, ma eseguito con maestrale sapienza, senza lasciare alcun dettaglio al caso, e con la cura tipica dei piccoli progetti.




Da considerare per una piccola rivoluzione degli stili di vita.

Tuesday, January 25, 2011

AUTUNNO/INVERNO 2011: CANI IN PASSERELLA

Scusate se ultimamente questo blog ha preso una piega decisamente zoofila. Chi mi conosce bene sa della mia smodata passione per gli animali (ultimamente mi chiedo perchè non ho studiato biologia, e perchè non passo le mie giornate in qualche zoo a imboccare baby ponghi o a studiare il comportamento dei potti), e devo ammettere di avere un vero e proprio radar.

Chiaramente non mi sono fatta scappare gli esempi canini alle sfilate Autunno/Inverno 2011 appena concluse:



[imponenti levrieri simbolo della maison Trussardi che ha sfilato a Pitti Uomo]



[adorabili beagle che un po' se ne fregano da Moncler]



[rotweiler inferociti da Givenchy - non certo i miei preferiti, ma li includo per amor di completezza]

Data la mia propensione per i quattro zampe (che preferisco di gran lunga ai modelli umani) non mi resta che sperare in qualche altra apparizione - magari felina! - alle sfilate femminili il mese prossimo.

Sunday, January 16, 2011

ANCORA ANIMALI




[Mosche radunate su un paio di sneakers Phenomenon, squali in libertà su una giacca dal marchio sconosciuto. entrambi scovati su questo incredibile blog.]

Saturday, January 15, 2011

MIDI.

Ho sempre pensato che le gonne midi (riflettendoci, un nome abbastanza buffo per indicare una gonna a mezzo polpaccio) appartenessero alla categoria degli indumenti troppo retrò per piacermi.

E invece ultimamente le ho rivalutate. Mi sono innanzitutto accorta che avevo salvato sul mio computer innumerevoli immagini di gonne che andavano a finire ben sotto il ginocchio, e almeno altrettanti link di possibili acquisti impossibili (il fattore impossibilità dovuto alla mia incapacità di decidermi e acquistare online cose che non posso toccare, provare, analizzare), tutti di gonne della medesima lunghezza. Come se non bastasse, ho iniziato ad immaginarmi indossare look total black composti di vestiti lunghezza polpaccio in maglia nera, stringate nere e da una semplice e casuale raccolta di immagini e link è piano piano nata un'ossessione.

Ad esempio, in questi giorni mi sto rodendo di rimorsi per non aver comprato per una manciata di sterline - tre anni fa - una gonna color giallo canarino, leggera come una piuma, e della lunghezza perfetta (molto leggermente plissettata quindi non troppo svasata), scovata in un negozietto dell'usato a Londra.

Queste le opzioni catturate sulla strada, trovate sul web (ad essere pignoli, la seconda non è proprio midi, ma immaginate qualche centimetro di stoffa in più, e il gioco è fatto):




Qui di seguito invece due versioni dalle passerelle della prossima primavera: il nero rigoroso dalla meravigliosa forma affusolata di Calvin Klein Collection, e la leggerezza da danzatrice di Chloe:





Qui di seguito invece il vestito (molto più modesto, ma abbastanza midi da aver attirato la mia attenzione) che si può dire ha scatenato la mia ossessione, se non altro perchè presenta una versione senza fronzoli che mi ricorda lo stile del giapponese Junya Watanabe:



Direi che sono in tempo per adottare questo look total black finchè resiste l'inverno, per poi passare a tessuti più leggeri, impercettibili plissè, colori pastello. Ovviamente midi.