Questa stagione, una delle collezioni che più mi ha colpita è stata Prada, non tanto per gli abiti, quanto per il tipo d'uomo che mi è parso proponesse. Infatti, fra colli alla coreana, linee smilze, bottoni nascosti per effetti piatti, camicie e maglie aderenti su corpi magri, e perfino gonnellini, l'uomo Prada mi è apparso vulnerabile, fragile e pure un po' effemminato. Con le migliori connotazioni dei termini però:

Inutile aggiungere che questa collezione mi rende piena di entusiasmo per l'imminente collezione donna, fra qualche settimana in scena a Milano.
Uomo vulnerabile, nel suo essere un secchione (o, come va tanto di moda dire oggi anche in Italia, geek) anche da D&G, con giacchine scozzesi e occhialoni da primo della classe:

Fra gli altri, bellisimi i colori e abbinamenti di Byblos ed Etro, stupendo Missoni (l'unico marchio a cui concedo le rivisitazioni anni settanta) e la mia collezione preferita, quella di Alessandro dell'Acqua, fra rigore e sperimentazione, con pantaloni dalle lunghezze perfette, cappottini precisi e maglie in lana grossa che sembrano un sogno, perfettamente minimale senza però risultare banale.
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