Ore undici, ristorante L'Aubaine nei pressi di Regent street, saletta al piano interrato. Il bar ha luci soffuse e due miseri stand con gli abiti appesi (lo dico subito: la collezione non mi è piaciuta, se non un abito che sull'appendino era bellissimo e sulla modella orribile, quindi non sprecherò fiato a proposito), niente goodie bag, niente rinfresco.

Sto per andarmene, la PR mi chiede gentilmente di firmare il guestbook. Mi accingo a firmare, do un'occhiata alla firma sopra la mia: Alexandra Shulman, Vogue: ero nella stessa stanza con la direttrice del mio Vogue preferito sulla faccia della terra, e ovviamente non me ne sono accorta (mentre avrei potuto ingaggiarmi in qualche interessante conversazione su fronzoli e simili, o chiederle un lavoro implorandola in ginocchio).
Mi prendo a "mazzate in testa".
2 comments:
Cavolo!! potevi notarla prima!! Come se in questo momento mi ritrovassi nella stanza con la Wintour!! sai che spettacolo! vabbeh complimentissimi per il tuo blog ti seguo sempre, forse sono l'unico uomo che ti segue... ciao ciao... Mattia
Diciamo che la Wintour (così come la Sozzani o la Roitfield) salta molto più all'occhio in confronto. Alexandra Shulman è una delle direttrici di Vogue all'apparenza più discreta!
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