Sebbene non sia una fan sfegatata di abiti supereconomici dalla durata di poche settimane (forse ho già fatto questo discorso altrove: se compro qualcosa di solito è perchè mi piace, e non c'è niente di peggio di vedere la stoffa del tuo vestito preferito riempirsi di pallini o consumarsi irreparabilmente dopo poche uscite. Quindi preferisco spendere di più - quando e se posso - o non spendere affatto), devo ammettere che i suddetti negozi hanno su di me un certo fascino, e ne riconosco la praticità.
Di tutti però, Topshop è sulla via del ridicolo. Ovvio, lo scopo di marchi come questo è di proporre capi appena usciti dalle sfilate a prezzi irrisori, permettendo a chiunque di seguire trend e mode. Ma dando un'occhiata al loro catalogo, quasi non si riesce a distinguere dove ci sia ispirazione e dove gli abiti siano vere e proprie copie.







Tutti pezzi spudoratamente copiati. Tutti pezzi entrati nella nostra lista dei desideri impossibili attraverso un percorso fatto di sfilate da sogno, pubblicità magnificamente prodotte da modelle bellissime e dai fotografi più bravi. Abiti che grazie all'accurata tecnica di stilisti-prodigio sono diventate icone. Dalla vita breve di una stagione, ma pur sempre icone. Abiti dai prezzi improponibili destinati restare un sogno, ma un sogno in cui indugiare e perdersi, consci che non si realizzerà mai, ma non per questo non felici di sognarlo. Ed ecco Topshop, con le sue copie in poliestere, dalle cuciture destinate a disfarsi e dai tessuti destinati a consumarsi. Copie con richiami decisi ai pezzi più desiderati della stagione, ma che addosso non faranno certo l'effetto magico di una vera giacca Blenciaga o un vestitino Miu Miu da migliaia di euro.
No, non credo sia giusto spendere fortune per un abito. Ma questi originali sono nati dalle idee e dal genio di stilisti che fanno il loro lavoro con passione, e che fanno innamorare e sognare migliaia di donne di tutto il mondo. C'è chi può permetterseli, ma chi non può, perchè dovrebbe andre in giro con una evidente e banalissima copia?
Cosa spinge una donna a comprare una giacca dal design inequivocabilmente ispirato a quello di un famoso stilista, a un centesimo del prezzo? Si illude forse di essere scambiata per una cliente delle maison parigine? O poco le importa dell'autenticità, vuole solo appartenere alla cerchia di fashion victim in grado di riconoscere citazioni e riferimenti di alta moda?
Non capisco i meccanismi che portano capi del genere in negozio. Non capisco perchè una ragazza vorrebbe andare in giro con quello che è un falso male eseguito.
1 comment:
(da lì non puoi sentirlo, ma ti sto battendo le mani), quoto in pieno.pieno.100 volte meglio in t-shirt bianca e jeans piuttosto che con una borsa "Pinky bag",magari.
bebe
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