Tuesday, July 22, 2008

ITS: WEEKEND DI FOLLIA E CREATIVITA' A TRIESTE

Ho passato il weekend a Trieste, città che adoro e che da sette anni ospita ITS, concoro dedicato ai giovani delle scuole di moda. Con partner illustri come MINI, YKK (quello delle cerniere) e Diesel, il concorso permette a giovani stilisti di moda e accessori e a giovani fotografi di farsi conoscere dalle aziende e testate del settore, e offre strumenti concreti per realizzare le proprie collezioni e proseguire nella carriera.

Per la città è una settimana strana: immagino i triestini sconvolti a vedere per le strade personaggi quantomeno bislacchi come Diane Pernet, Gareth Pugh e Angelo Flaccavento, non certo in sintonia con l'estetica del luogo. Qualche amico residente in città mi ha confessato di essere rimasto piacevolmente sconvolto/turbato dagli outfit visti in giro, e più di tutto avrei voluto entrare nelle menti indigene, dato che tutti si saranno chiesti cosa ci farà una donnina conciata da vedova spagnola simil-Morticia per le strade della loro tranquilla città.

ITS non mi ha mai delusa in quanto a creatività, e quest'anno non è stato da meno. Dei diciotto finalisti nel settore moda, diversi mi hanno affascinata moltissimo. Chiedo scusa per le foto, ma dalla quarta fila è il meglio che il mio ragazzo-fotografo ha potuto fare (non mi lamento certo per il posto assegnato: fra il settimanale Grazia e la TV locale Antenna3, significa che Pilloledimoda è sulla buona strada per la front row!).

Sebbene ogni collezione sia stata diversa e unica, dei dettagli accomunavano alcune collezioni, non so se si possa parlare di trend, ma di sicuro erano tendenze ben definite.


[Cliccate questa minuscolezza per vederne i particolari]
Facce coperte. Maschere, occhiali, cappucci: i giovani stilisti si sono dati da fare per coprire i visi dei loro modelli. Dall'alto a sinistra, in senso orario. Calzamaglie trompe l'oeil per Amai Rodriguez Coladas, maschere di carta giganti ispirate alle arti giapponesi per Alithia Spuri-Zampetti, anti-gas da prima guerra mondiale le maschere di Nicolas Di Felice. Occhiali con lenti a scacchi da Siri Johansen e caschi da rugby con applicazioni floreali e cappellini da baseball frangiati per la guerriera metropolitana stile Guess di Cecilie Rosted Bahnsen, e un tripudio di copricapi stile Cat Woman, occhiali esagonali e cappucci in lattice per la collezione futurista di Andrea Cammarosano.

Degli altri due "trend" non ho foto abbastanza nitide, ma ho visto tantissimi tagli sartoriali aggiornati e drammatizzati: giacche sproporzionate o rigide come cartoni, materiali trasparenti e stratificati. E poi le protesi: abiti come deformazioni del corpo, con fianchi e anche giganti, bustini rigidi e feeling da stecche di balena ottocentesche. Di quest'ultimo in particolare mi dispiace non avere foto decenti, perchè queste forme deformate - viste anche sulle più recenti passerelle - mi incuriosiscono. Mi piace vedere come gli stilisti non si limitano a coprire il corpo, ma lo plasmano rimodellandolo a piacere, con elementi inaspettati su spalle, fianchi, gomiti.


[Click per ingrandire, con ossequiose scuse per la scarsa qualità]
Prima fila: protesi multicolor e armature cromate nella collezione di Andrea Cammarosano, sproporzioni da fumetto per Elise Getliffe, guscio dorato secondo Yuima Nakazato. Seconda fila: cappottino che accarezza il corpo senza però toccarlo, simil-Balenciaga per Heikki Salonen (grazie a dio una foto decente da Catwalking), spalle e fianchi surreali a decorare il sartoriale proposto da Marielle Van De Ven, militare modellato dalla sfilata di Nicolas di Felice e infine riccioli rigidi su spalle e gomiti per Ross Barnes.

Passando alle singole collezioni, ce ne son sate alcune che mi hanno fatto gidare WOW ad alta voce. Non scherzo. Per fortuna ho trovato tutte le foto (sempre su Catwalking) a ualità decente, così almeno si vede qualcosa oltre a macchie confuse e teste di fashion editors nelle prime file.


Heikki Salonen. La collezione è ispirata a due autrici di libri per bambini scandinave care allo stilista finlandese: Astrid Lindgren e Tove Jansson. La femminilità che vuole ritrarre è forte e decisa, a tratti mascolina, con tagli sartoriali maschili modellati attorno a corpi di donne. Bellissimo il parka con revers da smoking (ultima foto) e il cappotto-armatura grigio. Io ovviamente mi sono innamorata del primo look, cappotto senza maniche in panno nero con top di perle, delle quali lo stilista ha fatto un uso molto simile a quello di Paul Smith nei suoi colletti, ma su tutto il top. Heikki ha anche vinto il premio Diesel, oltre a una somma in denaro anche uno stage in azienda.


David Steinhorst. Semplicità disarmante nella collezione di questo giovane tedesco diplomato alla Central Saint Martins. Tuniche in nero e grigio per un'immagine femminile ispirata all'Art Deco degli anni venti. Donna moderna e indipendente rispecchiata nelle forme semplicemente costruite e vagamente industriali. Fili di metallo come unica decorazione, a creare disegni e motivi protagonisti e funzionali alle forme. Una collezione così semplice ma così bella che ha vinto il premio principale, collezione dell'anno.


Alithia Spuri-Zampetti. Bellissima collezione sartoriale dal tessuto pesante e palette delicata di beige, bianco e nero punteggiata di toni tra il pastello e il fluo. La semplicità di tubini e tailleur è appena smorzata da lievissimi drappeggi, ma i protagonisti sono senza dubbio gli origami giganti, sproporzionate maschere e pettorine sapientemente tagliate e arrangiate, fanno delle modelle dei mostri aggraziatissimi. La collezione di Alithia, vincitrice del premio Maria Luisa, sarà esposto nella vetrina dell'omonimo negozio a Parigi durante la prossima settimana della moda.


Elise Gettliffe. Una collezione dal nome BING BANG BOUM VLAN PAF HIIIIIIIIIIIIII non può che essere sorprendente, e questa non ha deluso le aspettative. Le ispirazioni di questa giovane francese vanno dalle marionette alle caramelle, passando per i coralli dei mari più profondi e le sculture di Rachel Feinstein. Il risultato è ugualmente eclettico, e sulla passerella invece che modelli pareva esserci i protagonisti di una fiaba ambientata tra i folletti delle alpi. I costumi tirolesi buffamente gonfiati si tingono di colori pastello e si accessoriano con coralli di gomma e zoccoli di legno. Con materiali che ricordano lo sportswear e forme ereditate da conti e marchesi austriaci, questa collezione è stata la più divertente e colorata, vincitrice del premio speciale della giuria.


Yuima Nakazato. Una collezione-sorpresa. Non mi sarei aspettata di meno dall'unico giapponese in concorso. Ispirato alle invenzioni di Leonardo Da Vinci, dall'effetto di un libro pop-up per bambini, ha presentato uno stile composto, tubini, cappottini e completi pantalone, alla fine esplosi in un tripudio di pannelli dorati, perfetti prolungamenti del corpo. Un più per aver usato con discrezione e buon gusto il difficilissimo - e molto trascurato - oro. Suo il premio Vertice, per cui le sue creazioni verranno esposte nella boutique Torinese.

Queste le mie preferite, tutti nomi che spero di vedere in futuro in quanto ho visto idee interessanti, molte dele quali nuove e necessarie nel panorama della moda attuale. Li terrò d'occhio, nella speranza di vedere il loro lavoro evolversi e aggiornarsi nel tempo.

4 comments:

scarpe ballerine said...

bellina quella con le scarpe ballerine!

Rosa said...

?

Anonymous said...

fantastico. ITS è l'unico concorso per giovani talenti che che rispetto.
beata te che stavi in pole position a vedere lo spettacolo in diretta! :)

soft said...

gret post and pictures
uk clothes store
womens skirts