Wednesday, November 05, 2008

D.I.Y.: DESTRUCTION EDITION

Il problema principale di tutti i progetti D.I.Y. che mi propongo di portare a termine, è che ognuno di loro comporta la costruzione o creazione di qualcosa. Per costruire (sia cucendo, incollando, annodando, dipingendo o quant'altro) ci vuole una precisione e dimistichezza che non posseggo, quindi la maggior parte delle volte rimando all'infinito finchè me ne dimentico, oppure dichiaro l'impresa persa in partenza.

Ma da qualche settimana il web sembra ossessionato da un progetto D.I.Y. che non potevo lasciarmi scappare, principalmente perchè, per la prima volta, non si tratta di cotruire, ma di distruggere. Dovremmo forse chiamarlo U.I.Y., Undo It Yourself, che in italiano suonerebbe più o meno come "disfatelo da solo."

Se come me passate una notevole quantità di tempo a navigare tra i blog, avrete di sicuro notato le magliette disfatte (in inglese si dice shredded e non credo esista una parola italiana equivalente. Qualcosa tipo fatto a brandelli, sfilacciato, stracciato: tutti termini che non mi soddisfano) di Raquel Allegra.



Il concetto è semplicissimo: una maglietta usata, di qualsiasi tipo (lei usa vecchie magliette recuperate in giro per le prigioni, cosa che in realtà mi inquieta un po'), tanta pazienza, e il ritultato è un capo dall'aria evanescente, leggerissimo, con una struttura diversa da tutto quello che si vede in giro ultimamente.

Le blogger più attive ovviamente non hanno perso tempo a crearsi la loro T-shirt personalizzata (perchè, per quanto belle, le originali non sono esattamente economiche), dando il più libero sfogo all'immaginazione per colori, forme e direzioni di stracciamento. Childhood Flames ha perfino pubblicato una video-lezione per chi, come me, è un po' più tardo a cogliere l'ovvio, ovvero che per creare queste magliette basta tirare un filo alla volta e avere tanta pazienza.

Ma potevo prdere l'occasione di distruggere qualcosa per creare qualcos'altro? Assolutamente no, e per una settimana ho disfatto ovunque mi trovassi: in autobis, in ufficio, davanti alla tv, al bar la mattina. E' stato un progetto ossessionante (e non privo di momenti di sconforto), ma ora che è finito non vedo l'ora di attaccare tutte le magliette dismesse che giacciono un po' ovunque nel mio armadio, e trasformarle in qualcosa di vagamente portabile.

Photobucket

(è evidente che le mie doti auto-fotografiche debbano essere perfezionate, ma in mia difesa vi confesso che è da un mese che vivo senza specchio a figura intera)

Ho usato una super-cheap maglietta di Primark color ecrù, che dopo un lavaggio era già troppo corta e troppo larga. Lo shredding le ha dato nuova forma, e anche se la scollatura ampia non è il massimo (il risultato è mille volte meglio con il classico collo da T-shirt), il drappeggio che ne è risultato è molto piacevole e la nuova texture è soffice (ho una fobia per le T-shirt non abbastanza soffici).

Sono innamorata di questo effetto arricciato/stropicciato, e non vedo l'ora di perfezionare la tecnica (come potete notare dai buchi, anche per distruggere mi serve un po' di pratica) con ogni tipo e colore di T-shirt che avrà la sfortuna di capitare sotto la mia onda distruttiva!

Per quanto riguarda lo styling, non credo di essere pronta ad affrontare l'effetto pelle nuda alla Fashion toast: in primis perchè sarebbe stupido in questo clima polare, e poi perchè non trovo che l'effetto su di me sarebbe poi così fine. Questo tipo di styling è preferibile su spiaggie californiane e feste estive, lontane anni luce da me. Credo che lavorerò sulla sovrapposizione di colori e stoffe, vedremo come va...

9 comments:

AlicePleasance said...

C'è da dire che che dopo l'ultimo mese in cui mi sono dedicata ai più variegati progetti culinari, ho deciso che per il mio bene(leggi prova bilancia) è meglio che passi a qualcosa ad altro. L'idea è quella di un progettino DIY indossabile a settimana e ho intenzione di mettermici d'impegno (vedremo...!). La "shredded tee" fa ovviamente parte della lista, il tutorial di Camille è più che convincente. L'unica cosa che mi lascia qualche perplessità è la questione lavaggio...il drappeggio come ne uscirà??

R. said...

stessa domnda che mi sono posta io...Camille sostiene che non dovrebbero esserci problemi, che i fili sono molto resistenti, ma io resto scettica...magari farò una prova su un tentativo malriuscito, ma immagino il risultato: un groviglio senza capo nè coda!

JJ said...

Devo anch'io sono caduta ai piedi della tendenza DIY... La maglietta sfilacciata mi manca pero'! la tua e' venuta proprio bene :D:D

R. said...

Diciamo che ho grandi speranze per il futuro: l'obbiettivo è un oversized esagerato più simile all'originale (possibilmente senza buchi)!

AnteaBlanca said...

...si, avevo visto la cosa e mi piace ma sono sempre restia alle dstruzioni, il fatto di non poter tornre indietro mi spaventa sempre... e poi secondo me ci vorrebbe del jersey di viscosa che ha una mano e una caduta fantastica... ma prima proverò con una vecchia t-shirt 100% Cotone... poi vediamo...

R. said...

...per questo ho usato magliette da tre euro! neanch'io oserei mai sfilacciare qualcosa di piu' prezioso!

Ada said...

Bella l'idea di distruggere per fare qualcosa di nuovo. D'altra parte decostruire è stata la parola chiave per molta moda degli ultimi due decenni. Mi piace ancora di più l'esercizio di pazienza certosina, una cosa così rara di questi tempi.
Sai, ti ho scoperta grazie ad una foto che abbiamo utilizzato quasi in contemporanea nei rispettivi blog, mi è sembrata una bella coincidenza. :-)

dbukowsky said...

Io più che di distruzione parlerei piuttosto di trasformazione. Mi piace molto anche il messaggio "ecologico" di rivitalizzare qualcosa invece di buttarlo via. Proprio ieri ho ritirato un paio di scarpe da ginnastica bucate che ho fatto riparare. Beh, il tizio ci ha cucito sopra un paio di pezzi di pelle che ha scovato chissà dove e adesso mi piacciono più di prima. Appunto: Trasformate.ciao

ps Bella San Francisco eh...

Hetzenauer said...

E' curioso, io stavo cercando articoli DIY di tutt'altro genere(meccanici, elettrici, credo qualcosa di più simile a quelli a cui ti riferisci ad inizio articolo) però il tuo mi ha colpito e leggendolo mi son venuti in mente alcuni spunti.
1)-Dici di voler evitare l'effetto "pelle nuda"(per il clima hai ragione, per il resto dalla foto non si direbbe), un'idea potrebbe essere applicare questa tecnica limitandoti alle maniche(ad esempio per intenderci dove l'adidas mette le 3 striscioline...)
2)-Premetto che non sono un esperto nè di stoffe nè di lavaggi in lavatrice, però uno spunto(in stile rimedio della nonna) potrebbe essere:
Indossi una T-shirt normale, poi quella "shredded" e poi un'altra normale, le togli tutte insieme, e le lavi così.
ciao, Matteo