Monday, November 03, 2008

STARBUCKS: IL SEGRETO E' NELLA TAZZA?

Da italiana espatriata oltremanica e oltreoceano, non ho mai capito cosa gli italiani all'estero ci trovino mai in Starbucks. La mia prima settimana a Londra desideravo con tutto il cuore un buon cappuccino come solo nel mio bar (italiano) preferito sapevano fare, e possibilmente una brioche da abbinarci. Quello che mi veniva proposto da Starbucks era invece un cappuccino bollente e decisamente molto meno buono di quello italiano, e muffin mollicci e senza sapore. Eppure, gli italiani all'estero non vedono l'ora di farsi vedere in vacanza per le strade di qualsiasi città del mondo, fieri di portare la loro tazza di carta con il logo della sirena, ripiena di schifezze tipo "vanilla latte" o "frappuccino," stile gemelline Olsen in fuga dai paparazzi.

Sarà che sono particolarmente patriottica, ma l'unica cosa buona che trovo in Starbucks sono le poltrone ipercomode dove aspettare che spiova. Eppure non voglio crederci, che agli italiani piacciano di più quei miscugli improbabili, piuttosto che un buon cappuccino consumato al bar, o che preferiscano bere il caffè da un beccuccio di plastica piuttosto che da una tazzona di porcellana. Se qualcuno vuole illuminarmi sul fascino di Starbucks, prego, i commenti sono aperti.

Ovviamente non sono del tutto preistorica, e la praticità di un caffè take away mi è ben chiara. Capita di non sentire la sveglia e quindi non avere tempo per sedersi a fare colazione con il giornale, e un caffè to go è un rimedio salvavita per non perdere l'autobus/treno. La soluzione l'ho trovata in questi giorni, e sembra essere in vendita in tutti i negozi in cui entro.




I am not a paper cup è identica alle tazze di carta di qualsiasi Starbucks (ovviamente senza logo e in un total white molto più esteticamente piacevole), ma è realizzata in porcellana con coperchio di silicone: mi ricorda gli oggetti della serie Estetico Quotidiano di Seletti. Mantiene il calore ed è ovviamente lavabile. Mi sembra una buona alternativa ai bicchieri di carta, ma soprattutto un buon metodo per bersi un caffè decente e continuare a far finta di essere una minicelebrity per le strade di Hollywood.

4 comments:

Ele said...

Adoro Starbucks!
E non è per via delle bevande che offrono, non mi capita mai di andare oltre la classica cioccolata o il tè; lo adoro per l'atmosfera che si respira, tu entri da Stabucks e puoi passarci la giornata a chiacchierare, leggere o magari a studiare o scrivere mail, nella più assoluta tranquillità e comodamente seduta su quelle poltrone. E' una cosa che qua in Italia non esiste, raramente puoi passare le ore seduto tranquillo da qualche parte, la gente comincia a guardarti male e, caciaroni come siamo, non riesci a concentrarti. Sarà poi che io collego Starbucks a Londra, città che amo, quindi lo ricordo sempre piacevolmente.
Probabilmente tu non "apprezzi" perchè vivendo in Inghilterra ci sei abituata, ma per noi è diverso è una novità...infatti diamo per scontato il cappuccino con la brioche servito in tazza di porcellana.
Un bacione!

R. said...

Il concetto starbucks (bere un caffè in un luogo caldo confortevole e in compagnia) è stato sviluppato per "copiare" i bar che abbiamo in Italia. Sono d'accordo sul fatto che siano locali comodi (particolarmente quando fuori diluvia e serve un tetto sulla testa), ma a me manca il fracasso del banco del bar, le signore che entrano a bere il caffè, il mercato fuori d'estate..le stesse cose che tu detesti per me fanno l'esperienza della colazione al bar un'esperienza unica. (Poi a me è capitato di essere molto poco educatamente fatta alzare da uno Starbucks perchè un gruppo di gente voleva il tavolo, e spesso ci sono certi gruppi di "chavs" inglesi a fare bacccano che alzo i tacchi comunque..)

AnteaBlanca said...

...io a casa ho i bicchierini della macchinetta da caffè da ufficio in vetro con la bacchetta da rimescolare in vetro... E' la stessa filosofia. Fa molto design, mi piacciono queste cose!

Paolo said...

Alle persone piace sentirsi, da quel che mi ha detto un' amica -lei lo fa- come nei film americani, con la tazza in mano a girare per la città; mi ha confessato che lei entra, compra una bevanda solo per il gusto di girarci non perhcé le interessi berla...mah